Venezuela 2027: quale destino per le obbligazioni venezuelane?

Con la penuria di buoni rendimenti tra i bond dei paesi sviluppati, con i tassi dell’area euro e della FED che sono al minimo storico, è più che lecito cominciare a guardarsi in giro, spesso alla ricerca di qualche occasione. Oggi parliamo dei titoli forse più discussi di questi ultimi mesi, ovvero i Bond al 2027 emessi dallo stato del Venezuela, Bond che offrono rendimenti fantascientifici e che fanno gola anche a quei risparmiatori tendenzialmente non esattamente pronti ad accettare i rischi che un paese in via di sviluppo comporta. La situazione del Venezuela, complici (lo vedremo insieme più tardi) i prezzi particolarmente bassi del greggio, è delle più drammatiche e più di qualche economista ha ventilato l’ipotesi default per il paese. Si tratta dunque di trappola o di opportunità? Ci sono dei margini di investimento, e dunque di guadagno, per le obbligazioni emesse al 2027 dal governo venezuelano? Cercheremo, se non di dare una risposta univoca e certa, quantomeno di mettere sul tavolo quelli che sono gli elementi che dovrebbero contribuire all’analisi. Se state pensando di investire nei titoli di cui ci occupiamo oggi, è sicuramente d’obbligo leggere fino in fondo la nostra guida sulle obbligazioni del Venezuela.

La problematica economia del Venezuela

Innanzitutto è d’obbligo sottolineare quella che è la situazione dell’economia degli ultimi mesi. Il greggio, il principale prodotto d’esportazione dell’economia del Venezuela, viaggia su prezzi estremamente bassi. Questo si è tradotto in due problemi di fondamentale importanza per un paese dall’economia emergente:

  • da un lato il flusso di cassa si è arrestato, o comunque ridotto in maniera significativa;
  • dall’altro, complice anche una forte svalutazione della valuta locale per far fronte ai pagamenti quantomeno dei debiti interni, è diventato sempre più difficile per il Venezuela approvvigionarsi di dollari statunitensi, con i quali rimborsare, tra le altre cose, i debiti verso l’estero e soprattutto con i quali pagare le cedole dei bond, tra i quali quelli al 2027 di cui parliamo oggi.

La manifattura venezuelana e le esportazioni di servizi sono completamente ininfluenti sul destino economico del paese.

Obbligazioni Venezuela 2027: bond e rischio default

Il problema del prezzo del greggio

Il problema principale dunque che riguarda l’economia del paese è sicuramente quello del basso prezzo delle materie prime, che ha già ridotto sul lastrico diverse economie dei paesi emergenti basate appunto sull’esportazione del greggio. I prezzi del greggio non possono essere previsti con esattezza da qui al 2017, anche se per il momento non c’è nulla che faccia pensare una risalita sopra quota 75–80 dollari, la quota che secondo molti economisti permetterebbe al Venezuela di tornare ad avere entrate sufficienti per far fronte agli impegni interni ed esterni.

In aggiunta, data la quantità relativamente esigua di greggio prodotto, il Venezuela non può neanche svolgere un’azione apprezzabile sul prezzo di questa materia prima: per chi volesse intendere la situazione nella sua complessità, in relazione a questo aspetto il Venezuela non può ritenersi padrone del suo destino, ma piuttosto un paese che subisce le decisioni di altri, che possono essere o ininfluenti sulla situazione attuale dell’economia venezuelana, o ulteriormente dannose.

Nessun pericolo svalutazione

I titoli 2027 Venezuela sono prezzati in dollari, e così sono prezzate anche le cedole che verranno rilasciate da qui al termine del vincolo. Per questo motivo si può stare relativamente tranquilli sull’impossibilità, di deprezzare il valore nominale del suo debito semplicemente ricorrendo ad una svalutazione della moneta interna. Questo infatti peggiorerebbe la situazione di un paese che è esposto, per la quasi totalità del suo debito, in dollari statunitensi.

La Cina è vicina.. al Venezuela

La recente crisi di liquidità, con il paese che non sarebbe stato in grado non solo di rimborsare il debito in scadenza, ma nemmeno di pagare parte delle cedole, è stata temporaneamente rattoppata dalla Repubblica Popolare Cinese, paese disperatamente alla ricerca di alleati che siano anche produttori di greggio, che facendo buon viso a cattivo gioco si è impegnata ad una iniezione di liquidità importante nelle casse del Venezuela. L’iniezione di liquidità in questione ha contribuito a scacciare l’incubo default, almeno sul breve periodo.

Non vi sono però garanzie che la Cina continui con la sua politica di aiuti monetari massicci al Venezuela: certo, sarebbe estremamente controproducente anche per la Cina mandare all’aria un paese per il quale e con il quale si è già esposta in modo considerevole. Tuttavia le carte in tavola potrebbero cambiare rapidamente e il Venezuela potrebbe essere abbandonato, senza troppi complimenti, ad un destino nel quale il default con conseguente mancata remissione del debito è una realtà possibile, se non certa.

L’alta finanzia movimenta il titolo

Il buon investitore tende in genere a seguire quello che i grandi istituti e le grandi banche d’investimento fanno con i loro patrimoni. In questo caso però la scelta delle grandi banche d’affari non sembra in alcun modo essere d’aiuto, in quanto il titolo continua ad essere estremamente movimentato, con vendite di massa e acquisti di massa conditi da oscillazioni considerevoli del prezzo di un titolo che, al prezzo attuale, comincerebbe ad essere vantaggioso passata la boa del terzo o del quarto anno, ovvero l’orizzonte temporale del 2020.

Il titolo è trattato ormai a tutti gli effetti come un collaterale del prezzo del greggio ed è per questo motivo che continua ad essere, soprattutto per quelle banche che gestiscono profili di rischio particolarmente elevati, uno dei titoli da trattare addirittura in intraday.

È sicuro comprare i bond venezuelani al 2027?

No. Non si tratta di un investimento sicuro e sebbene sicuramente si presenteranno delle finestre per sbarazzarsi del titolo senza perdite eccessive, chi decide di investire in questo particolare strumento farebbe bene a tenere in considerazione i punti che seguono:

  1. Il titolo tende a sfondare resistenze a ritmi particolarmente elevati: raggiunta una resistenza e ripartiti gli acquisti, si è spesso presentata la circostanza di vendite di massa che purtroppo hanno trainato il titolo ancora di più al ribasso;
  2. È fondamentalmente sbagliato, o come direbbero gli statunitensi, un caso tipico di wishful thinking, pensare che nella peggiore delle ipotesi dovrebbe presentarsi uno scenario argentino: default con conseguente rimborso, anche se parziale del debito, seppur a distanza di anni. Quello argentino è stato un caso più unico che raro e comunque non ci sono garanzie che, in seguito ad un default, il nuovo regime venezuelano decida di rimborsare i prestatori, anche parzialmente;
  3. Nonostante il Credit Swap sul titolo presenti una situazione relativamente tranquilla passata la turbolenza dei prossimi mesi, non ci sono dati soliti sui quali basare una eventuale ripresa dell’economia venezuelana. Siamo davanti, come abbiamo detto poco sopra, ad un’economia che ha puntato tutto sul petrolio e che nonostante anni di prezzi alti non è riuscita a creare una base economica che gli avrebbe permesso di affrancarsi, seppur parzialmente, dal greggio.

Si tratta dunque di una scommessa che assomiglia più ad un tiro di dado al casinò che ad un investimento razionale. Con questo non vogliamo assolutamente dire che c’è la matematica certezza dell’insolvibilità del Venezuela, ci teniamo semplicemente a ricordarvi che quella del default, vuoi per necessità vuoi per scelta politica, è una scelta che non ci sentiamo di escludere.

Altissimi rendimenti, altissimi rischi

Scomodando un vecchio mostro sacro dell’economia come Milton Friedman, e prendendone in prestito una delle espressioni più felici, possiamo dire che “non ci sono pasti gratis” e che questo è il caso anche per i bond venezuelani. Siamo davanti a titoli che non sono sicuramente ancora tossici, ma il cui rendimento fantascientifico è accompagnato ad una concreta possibilità di insolvibilità del paese sudamericano.

Il rischio deve essere classificato come altissimo e lo strumento come adatto esclusivamente a chi abbia un profilo di rischio molto alto. Non si tratta, per intenderci, di un titolo dove riporre le speranze e i risparmi delle nostre famiglie.

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