La tv da tempo sostiene che la crisi economica sta finendo: voi ci credete? Chissà se mente, fatto sta che in molti si domandano come investire soldi oggi per mettere i propri risparmi al sicuro.

Dove investire nel 2017? Quali sono le prospettive per i risparmiatori? Ci sono prodotti più interessanti degli altri?

Benvenuti su Investire24.it, il blog dedicato agli investitori consapevoli e informati. Di seguito troverete una guida completa ai migliori investimenti, divisi non solo a seconda delle potenzialità dell’investimento ma anche in base alle nostre esigenze e al nostro profilo di rischio.Come Investire Soldi

Per gestire i propri soldi, un risparmiatore che non vuole rischiare con degli investimenti sul mercato azionario può optare degli strumenti finanziari che presentano aspetti vantaggiosi a cui fanno eco dei fattori svantaggiosi.

E’ bene chiarire fin da subito che la stabilità e la sicurezza si paga con il mancato guadagno, per cui se volete investire il denaro in strumenti che non vi facciano avere delle perdite è bene che sappiate che non dovete aspettarvi dei miracoli.

Su Investire24.it vediamo tutte le più tranquille prospettive per mettere al sicuro i propri soldi senza rischiare di perderli e le altre alternative più rischiose da mettere in campo per trarre maggiori profitti.

Scopriamo, quindi, come investire oggi i risparmi senza commettere errori.

  1. Riflessioni Preliminari
  2. Investimenti Postali
  3. Investire in Titoli di Stato
  4. Conti Deposito
  5. Investimenti Alternativi
  6. Investire nel Forex
  7. Investire in Azioni
  8. Fondi Comuni

I fondamentali degli investimenti: cosa sapere prima di muoversi

Prima di addentrarci più nello specifico del problema è però necessario analizzare la questione investimento in generale.

Quali sono i criteri secondo i quali dobbiamo valutare la bontà di un determinato strumento?

  • il rischio: ad ogni strumento è associato un rischio; tendenzialmente, come vedremo più avanti, più è elevato il rischio più elevati sono i potenziali guadagni;
  • il guadagno potenziale: quanto possiamo portare a casa? Che percentuale di guadagno, almeno in potenza, abbiamo?
  • la durata: alcuni investimenti, come vedremo, sono vincolati ad una determinata scadenza, altri invece possono cominciare a produrre frutti già da subito
  • la tassazione: strumenti diversi hanno aliquote diverse e spesso il vantaggio nello scegliere uno strumento più rischioso può essere vanificato completamente da una tassazione meno vantaggiosa

Cominceremo la nostra rassegna partendo dagli strumenti a più basso profilo di rischio, quelli che per intenderci sono adatti al risparmiatore che si accontenta di remunerazioni minime a patto che il capitale non sia a rischio.

Come investire soldi nel 2017: le soluzioni più sicure

Scopriamo insieme tutte le soluzioni considerate generalmente più “sicure”.

Investire in Posta

Tra gli strumenti più apprezzati dai comuni risparmiatori italiani che mirano ad investire soldi oggi ci sono le varie tipologie del libretto di risparmio postale che, comunque, non sempre è utile per ottenere rendimenti contenuti  di cui poter usufruire nel tempo  visto che i suoi margini, negli anni, si sono letteralmente assottigliati.

Questa forma di deposito di denaro viene emessa dalla Cassa depositi e prestiti S.p.A. ed è disponibile in diverse tipologie, per rispondere alle esigenze di un ampio target di risparmiatori. Il libretto postale può essere aperto in qualunque ufficio postale e le operazioni di versamento e di prelievo  possono essere effettuate in tutti gli uffici postali presenti sul territorio.

Per servirsi di questo strumento finanziario postale non sono di solito richieste spese di apertura, di chiusura e naturalmente di gestione a livello annuale.

Il libretto di risparmio postale prevede cinque tipologie con caratteristiche rispondenti ai bisogni di diverse categorie di risparmiatori.

Tra le soluzioni classiche vi è il Libretto Postale Ordinario, abbinato alla Carta Libretto Postale, con cui effettuare versamenti o pagamenti.

La variante del Libretto Postale Smart, con la carta corrispondente, consente di gestire i risparmi anche online. Per il 2015 è stato disposto un tasso di interesse pari al 1,25% a patto di rispettare tre condizioni: mantenimento di almeno del 90% del saldo iniziale per tutto il 2015, l’attivazione va fatta entro il 31 dicembre 2015, si deve tenere aperto il libretto con la relativa carta fino al 31 dicembre 2015.

Continuiamo la nostra carrellata, poi, parlando del Libretto al Portatore, con giacenza massima di 1.000 euro: esso consente operazioni di prelievo e versamento da chi lo ha in mano che è tenuto a presentare un documento di identità per adoperarlo, ma non può essere usato da un minore, un invalido oppure da un soggetto interdetto.

Inoltre le poste propongono la variante del Libretto Giudiziario che permette di depositare il denaro raccolto attraverso provvedimenti giudiziari, è disponibile solo per determinati uffici che si trovano all’interno di Tribunali, Uffici di Conciliazione o Corti d’Appello.

Il quinto tipo è il Libretto Postale per minori, in genere aperto dai genitori, da uno oppure entrambi, che lo intestano al figlio e per lui iniziano a depositare risparmi. Questo libretto riservato ai figli minori prevede tre tipologie: Io cresco, per bambini da 0 a 12 anni; Io conosco, per minori di età compresa tra i 12 ed i 14 anni; Io capisco, destinato a chi ha tra i 14 ed i 18 anni.

Continuiamo la rassegna su come investire i risparmi nel 2017 andando ad analizzare una delle forme di investimento di denaro ritenute sicure: i buoni fruttiferi di Poste Italiane, che offrono un valido strumento di risparmio per chi vuole tutelare il proprio capitale senza rischiare di perdere denaro con operazioni azzardate.

Questo investimento postale è considerato sicuro in quanto i BFP sono garantiti dallo Stato Italiano ed il loro prezzo non è soggetto ad oscillazioni ma si basa sul valore nominale con cui sono stati acquistati. Un altro vantaggio da attribuire a questo strumento di investimento è la bassa percentuale di tassazione a livello fiscale a cui sono sottoposti (pari al 12,50%).

Inoltre, i buoni fruttiferi sono soggetti a imposta di bollo nella misura dello 0,20% annuo per i depositi complessivi superiori a 5 mila euro. Dal punto di vista della valutazione della rischiosità, va detto che i buoni delle Poste Italiane garantiscono un tasso di sicurezza più alto se confrontato a quello garantito dai titoli di Stato e dunque gli interessi corrisposti sono più bassi.

Per rispondere alle esigenze di una vasta fetta di risparmiatori che scelgono di investire soldi nel 2017 in un orizzonte di breve e di lungo termine, i buoni fruttiferi postali sono declinati in numerose serie e si caratterizzano per una strutturazione alquanto complessa in risposta alle diverse strategie d’investimento.

Per un investimento a breve periodo, ovvero inferiore ai 18 mesi, si possono sottoscrivere dei buoni fruttiferi che riconoscono gli interessi a 6, a 12 oppure a 18 mesi.

Come soluzione d’investimento per il lungo periodo possono essere scelte le opzioni proposte dalle Poste come le serie T34, Q02, C18 e J48 che offrono un rendimento significativo in relazione ad un numero di anni crescente fino alla data di scadenza del titolo.

In alternativa, si può optare per i buoni postali indicizzati all’inflazione.

Esistono, poi, delle particolari forme di buoni che rispondono a degli specifici vincoli: si tratta di buoni fruttiferi quali BFP 4X4 Fedeltà, che offrono la possibilità di rinnovare i vecchi buoni fruttiferi in scadenza offrendo un rendimento massimo pari all’1,50%; quelli dedicati ai minori garantiscono un tasso pari all’1,77%.

Devono però essere  intestati solo a minori di età compresa tra 0 e 16 anni e mezzo; i buoni indicizzati all’inflazione EXTRA hanno un rendimento dell’1,24% mentre la categoria BFP a 3 anni EXTRA prevede un rendimento dell’1.31% e sono validi solo per coloro che hanno sottoscritto il piano di accumulo RisparmioSicuro EXTRA.

Per avere maggiori informazioni su questa strada percorribile, vi suggeriamo di leggere la guida specifica di Investire24.it dedicata agli investimenti postali.

Le obbligazioni statali

Quando parliamo di obbligazioni statali ci riferiamo in realtà ad un numero di prodotti piuttosto eterogeneo, che tra le altre cose vede dall’altra parte del titolo, in posizione di debitore, enti statali dalle finanze e dalle casse molto diverse.

Un’obbligazione (li potete aver sentiti nominare anche nella versione anglosassone, Bond) è un titolo di debito emesso da un’autorità statale o da una grande azienda, un pagherò a tutti gli effetti, con lo stato che li ha emessi che si impegna:

  • a restituire l’intero capitale emesso alla scadenza del titolo
  • a versare periodicamente o in soluzione unica gli interessi maturati sul capitale stesso

Ne esistono di diversi tipi e prima di scegliere dovremo fare attenzione ai seguenti criteri:

  • durata: più è lontana la scadenza, più il titolo è rischioso, più gli interessi sono alti, più è difficile venderlo poi sul mercato secondario
  • rating: se ne sono dette di tutti i colori sul rating, perdendo però di vista la sua importanza fondamentale nella scelta degli investimenti; il rating sta a segnalare l’affidabilità dell’ente che ha emesso il bond/obbligazione. Tripla A indica gli stati con le finanze particolarmente a posto e via a scendere verso la C, che invece segnala le obbligazioni spazzatura messe in circolazione da enti che non possono essere più ritenuti affidabili; più è alto il rating, più è basso il tasso di interesse corrisposto (in linea di massima)
  • coupon o no coupon: i titoli con coupon pagano interessi periodicamente (tipicamente due volte l’anno), quelli senza coupon invece pagano capitale e interessi al termine, oppure prevedono l’acquisto di un titolo che vale nominalmente meno di quanto verrà restituito; chi è alla ricerca di rendimenti costanti nel tempo dovrebbe ricorrere all’opzione coupon
  • l’interesse: mai sentito parlare di spread? È la differenza tra il tasso di interesse dei titoli di stato Bund tedeschi, che sono ritenuti tra i più affidabili al mondo, e quelli invece che riguardano i titoli di stato italiani. Perché l’Italia paga più interessi? Perché é meno affidabile come pagatore. Questo discorso vale anche con gli altri paesi e dietro bond e obbligazioni che offrono rendimenti altissimi si nasconde, in modo anche piuttosto goffo in genere, uno stato con i conti non in regola e che potrebbe essere anche a rischio default.

Per chi sono indicate le obbligazioni?

Investire nel 2017 in obbligazioni presenta due tipi di problemi:

  • I rendimenti, soprattutto tra i paesi solidi, sono estremamente bassi e spesso non riescono a stare al passo neanche con l’inflazione
  • I rendimenti più interessanti sono offerti da paesi sull’orlo del baratro o comunque non affidabili

Può essere comunque vantaggioso investire in obbligazioni per tutti quei soggetti che sono alla ricerca di un investimento tranquillo, con rendimenti certi e che non vogliono preoccuparsi oltremodo di seguire l’investimento, dato che almeno di forti scossoni e di titoli a lunghissimo termine, ci sarà soltanto da incassare la cedola periodicamente.

Occhio però al fatto che non tutte le obbligazioni sono uguali: non ci sono molte differenze infatti tra i bond emessi da stati non affidabili e gli strumenti di investimento più rischiosi.

I conti deposito

Sempre per chi è alla ricerca di uno strumento di investimento sicuro e garantito (almeno fino a 100.000 euro), c’è anche la possibilità di affidarsi ai conti deposito: sono conti che possono prevedere il vincolo di una certa somma, sulla quale vengono corrisposti degli interessi a cadenza trimestrale, semestrale o annuale.

Si tratta di una tipologia di investimento particolarmente sicura (fino ai massimali sopra descritti) e che di conseguenza, soprattutto in una congiuntura che vede gli interessi in area euro al minimo, offre rendimenti particolarmente bassi.

Sicuramente non un investimento per tutti, ma meglio che lasciare a marcire i propri risparmi in un conto corrente senza interessi.

Alternative gli investimenti tradizionali

Abbiamo visto il problema principale delle soluzioni tradizionali: la redditività. Visti i tempi di vacche magre sotto questo punto di vista, si sono affermate altre soluzioni decisamente interessanti.

Tra queste segnaliamo una startup italiana, MoneyFarm, che ha raccolto il sostegno di partner importanti come Allianz e sta facendo molto parlare di sè grazie all’innovazione dei suoi servizi.

L’azienda si pone sul mercato come alternativa ai conti deposito ed ai titoli di stato e propone investimenti online personalizzati: il cliente può scegliere il proprio grado di rischio (anche basso) e la somma da investire, che non deve essere necessariamente elevata.

Tra i pro troviamo sicuramente l’assistenza agli utenti che vengono assistiti in tempo reale da un team di esperti.

Iscriviti Ora Gratuitamente sul Sito Ufficiale!

Investimenti redditizi ma…più rischiosi

Passiamo alla seconda fase di questa nostra analisi preliminare e analizziamo insieme le strategie che sono da considerarsi più rischiose, quindi non per gli investitori entry level, ma potenzialmente più redditizie.

Il forex

Le pubblicità sugli investimenti in forex continuano a dominare la scena di internet e anche quella offline. Quando parliamo di Forex ci riferiamo al mercato valutario, dove appunto viene scambiata una valuta per un altra, cercando di portare a casa un profitto.

Il forex però, al contrario di quello che potrebbero far credere le pubblicità, è un sistema di investimento non adatto al risparmiatore medio, in quanto:

  • soprattutto nel caso in cui si investa con il ricorso a leva finanziaria, la volatilità è importante
  • i capitali non sono in alcun modo garantiti
  • per portare a casa un guadagno è necessario seguire costantemente gli investimenti

Il forex non offre inoltre, come nel caso delle obbligazioni, ritorni stabiliti in partenza: starà alla nostra bravura di trader portare a casa il massimo possibile da questo tipo di investimenti.

L’investimento in Forex è uno di quelli riservati a risparmiatori che siano competenti su valute e macroeconomia e che abbiano molto tempo da dedicare all’investimento.

Investire in azioni nel 2017

Il caro vecchio mercato azionario era un tempo il punto di arrivo dell’investitore più spregiudicato, di chi con i risparmi di famiglia provava a guadagnare qualcosa in più di quanto riservavano le obbligazioni statali.

Oggi, con l’arrivo degli strumenti derivati, le cose sono un po’ cambiate e anche il profilo di rischio offerto dal mercato azionario non è visto più come una volta, ovvero estremo.

Investire in azioni, soprattutto nei mercati dei paesi sviluppati, può essere una buona idea, soprattutto adesso che i listini si trovano a livelli particolarmente bassi, in seguito alla crisi finanziaria che ha colpito tutto l’occidente.

Tra i comparti che più hanno sofferto di più negli ultimi mesi troviamo:

  • bancari: i titoli bancari, soprattutto italiani, pagano un conto salatissimo alla crisi, in virtù dell’esposizione enorme nei confronti di crediti inesigibili e di una sottocapitalizzazione che sembra endemica alla piazza italiana
  • energetici: con il crollo dei prezzi del petrolio non si sono comportati benissimo e anche i gruppi più solidi hanno pagato un conto salato
  • comparto auto: in Italia non ne sono praticamente rimasti, da quando FCA FIAT si è spostata ad Amsterdam, anche se ce ne sono molti, di titoli, che lavorano di indotto in questo settore

L’investimento in borsa, soprattutto a causa della crisi, ha dimostrato i suoi limiti e ha sottolineato come il vecchio modo di intendere la borsa, ovvero come un investimento sempre positivo nell’arco di 7–10 anni, non sia più vero.

I derivati

Il mondo dei derivati è forse il più complesso per gli investitori che non hanno alcun tipo di esperienza nella collocazione del risparmio.

Ci si trova dentro di tutto, sia prodotti non molto rischiosi, sia invece prodotti che sono speculazione pura e dovrebbero essere riservati esclusivamente ai più esperti. Di seguito una brevissima trattazione dei più utilizzati per il risparmio e l’investimento:

  • I futures: una sorta di scommessa sul prezzo futuro di una materia prima, di un’azione, di un tasso di interesse o di una obbligazione. Sono particolarmente rischiosi nel caso in cui il sottostante sia volatile
  • Opzioni: tipicamente forniscono la possibilità di acquistare o vendere un determinato sottostante ad un determinato prezzo, nel futuro; hanno costo fisso e dunque la perdita è relativamente sotto controllo; non sono eccessivamente rischiosi, ma sono sempre e comunque a vantaggio dell’ente che il ha emessi; scommettiamo in genere contro broker e banche, che tipicamente dovrebbero saperla più lunga di noi;
  • Opzioni binarie: il derivato più bizzarro che abbia mai messo piede nei mercati finanziari; molte giurisdizioni le assimilano al gioco d’azzardo, altre ne tollerano la presenza mettendo in guardia gli investitori. Impossibili da gestire, funzionano come un lascia o raddoppia che può rapidamente farci guadagnare somme importanti o distruggere capitali enormi in pochi minuti. Non un investimento sicuro, neanche nel 2017

I fondi

L’ultima trattazione della guida agli investimenti 2017 riguarda i fondi comuni.

Ne esistono anche nel nostro ordinamento, uno di quelli più lenti a recepire le novità offerte dai mercati, di diversi tipi, ognuno con le sue caratteristiche:

  • fondi obbligazionari: sono tendenzialmente più sicuri degli altri fondi e puntano ad offrire rendimenti che siano almeno marginalmente più interessanti di quelli delle singole obbligazioni che potremmo scegliere noi;
  • fondi speculativi: proibitivi per il medio risparmiatore, dato che la legge impone una quota minima di mezzo milione di euro, hanno come unico obiettivo quello della massimizzazione del profitto;
  • fondi immobiliari: non una grande scelta negli ultimi anni; hanno sofferto oltremodo il crollo del mercato immobiliare e non sono più da considerarsi investimenti sicuri; sono ripartiti negli ultimi tempi e promettono, almeno a chiacchiere, sfaceli, dato che il mercato immobiliare in tutta Europa si trova ai suoni minimi storici;
  • fondi azionari: sono fondi che detengono fino all’80% del capitale in azioni e sono relativamente rischiosi; ne vengono commercializzati diversi da ogni banca e offrono profili di rischio molto diversi tra loro; possono essere la soluzione giusta per chi è alla ricerca di un buon investimento, solido e gestito, che possa permettere però di portare a casa dei rendimenti importanti.

I pro dei fondi

Ci sono sicuramente dei pro nell’investire in forme di risparmio collettivo e gestito:

  • non c’è bisogno di seguire l’investimento, dato che appunto sarà gestito completamente dall’ente che ha organizzato il fondo
  • saranno degli esperti ad occuparsi della gestione del capitale
  • ci saranno comunque dei vincoli di rischio che saranno riportati dal prospetto informativo e dal contratto associativo

I contro della soluzione “fondo”

Ci sono anche dei contro che sono associati innegabilmente alla scelta di un fondo per gli investimenti. Anche per il 2017 infatti ci sarà da tenere conto dei seguenti fattori:

  • spesso i fondi presentano profili di rischio assolutamente importanti e sono riservati esclusivamente agli investitori che cercano rendimenti molto alti
  • sono gestiti, il che vuol dire che non potremo amministrare direttamente il nostro capitale
  • hanno commissioni alte, che tipicamente si dividono in commissione di sottoscrizione, commissioni di gestione e commissioni sui guadagni; soprattutto per i fondi a basso rischio spesso si finisce per pagare più di commissioni che di quanto si ottiene in guadagno.

Investire Oggi: a voi la scelta

Abbiamo visto in questa trattazione introduttiva tutte le soluzioni per investire oggi i soldi in maniera redditizia.

A seconda del vostro profilo di rischio potete optare per varie soluzioni che combinino redditività e rischio.

Su Investire24.it trovate tantissime guide ed approfondimenti utili: investite sicuro, investite informati!