Come Investire 30.000 Euro nel 2018: 10 Consigli per Investimenti Redditizi

Investire 30.000 euro vuol dire avere a disposizione una somma da collocare sui mercati di risparmio e finanziari di tutto rispetto.

Certo, non siamo di fronte a somme che possono permetterci di acquistare un immobile (se non di valore estremamente ridotto) o di entrare a far parte di forme di risparmio gestito come gli hedge fund, ma siamo comunque in possesso di una somma che non solo permette di scegliere in assoluta autonomia la forma di investimento, ma che permette anche di differenziare in modo strutturato la forma del proprio capitale.

Nella guida di oggi parleremo proprio di questo, ovvero del miglior modo di investire 30.000 euro, tenendo conto di tutte le particolarità di mercato, nonché di quelle che sono le tue propensioni personali di rischio, per individuare una o più forme di investimento che possono permetterti di avere un buon rendimento, un rischio adeguato e, possibilmente, di far crescere il tuo capitale.

Come investire 30.000 euro oggi: la parola d’ordine è differenziazione

La parola d’ordine per chi ha una somma che, soprattutto di questi tempi, deve essere assolutamente considerata come importante, è di cercare di differenziare le proprie scelte, per il vecchio adagio che invita a non tenere tutte le uova nello stesso paniere.

Anche gli strumenti più sicuri possono deteriorarsi in un arco di tempo medio-lungo, e non c’è alcun motivo per mettere tutto il capitale che si ha a disposizione in un unico strumento.

Si possono scegliere al giorno d’oggi e anche senza rivolgersi ad un promotore finanziario diversi strumenti, magari idealmente con un profilo di rischio diverso, per avere un investimento strutturato, più sicuro e dai rendimenti migliori.

Seconda premessa: tempi duri per gli investimenti sicuri

C’è una cattiva notizia per i risparmiatori con bassa o bassissima propensione al rischio. Viviamo infatti in un periodo storico molto particolare, dove i rendimenti degli strumenti da ritenersi sicuri, come i titoli di stato dei paesi più solidi sotto il profilo economico, i buoni postali, i libretti di risparmio e i conti deposito offrono rendimenti prossimi allo zero.

Il tutto è frutto di una politica di tassi bassi da parte della BCE che ormai prosegue da diversi anni e che ha abbassato di molto anche i rendimenti, come altrimenti non sarebbe potuto essere, dei titoli rifugio per i piccoli e medi risparmiatori.

In questo contesto chi vuole un rendimento adeguato si trova praticamente costretto a orientarsi verso strumenti di investimento e risparmio più rischiosi.

Per intenderci, non ci sono più le vacche grasse di un tempo, che ci avrebbero permesso di andare a guadagnare parecchio semplicemente parcheggiando la nostra somma, che siano 30.000 euro o di più, per vederli moltiplicarsi senza alcun tipo di pena.

E ora passiamo alla parte più pratica della nostra guida: dopo le dovute premesse, possiamo scoprire ed esaminare come far fruttare il nostro patrimonio!

#1 Investitore Strategico: affidati alla migliore consulenza finanziaria indipendente

Le banche tendono ad indirizzare i risparmiatori verso:

  • fondi comuni d’investimento: hanno costi molto alti, fino al 4% annuo, che incidono negativamente sui rendimenti;
  • investimenti assicurativi anche in questo caso i costi molto elevati e inoltre si tratta di investimenti poco flessibili qualora si volesse cambiare strategia dopo qualche anno.

Sulla base di questa premessa, possiamo dire che le banche e le compagnie di assicurazione rappresentano i peggiori luoghi in cui recarsi per capire come investire i propri risparmi, poiché si tratta di gruppi che, per ovvie ragioni, tentano di vendere i propri prodotti e pacchetti, senza offrire una visione ampia del ventaglio di opportunità disponibili sul mercato.

Dunque l’alternativa potrebbe essere mettersi nelle mani di un consulente finanziario indipendente ed in Italia abbiamo finalmente una soluzione degna di questo nome.

Investire in modo autonomo, ma supportarti dai consigli di un team di esperti non è più un sogno irrealizzabile: Investitore Strategico è infatti un servizio di consulenza indipendente che permette di diversificare i propri investimenti, ma senza imporre i prezzi ed i vincoli tipici del mondo bancario. Il servizio offre l’accesso a:

  • Un portafoglio creato ad hoc sul tuo profilo: lo staff di esperti sceglie gli strumenti finanziari più vantaggiosi ed in linea con le tue aspettative e possibilità;
  • Webinar, grazie a cui puoi approfondire le notizie finanziarie e tenere sotto controllo l’andamento dei portafogli;
  • Report periodici in PDF, in cui consultare con tutto ciò che devi sapere sui tuoi investimenti.

È un servizio realmente indipendente e vantaggioso, gestito e messo a punto da Matteo Biancolini, uno tra i massimi esperti nel nostro Paese in materia. Optando per Investitore Strategico puoi investire dal tuo conto senza mai perdere il controllo dei tuoi soldi.

Se hai almeno 10 mila euro e vuoi investirli sfruttando un supporto indipendente ed esperto, questa è la soluzione più adatta: autorevoli quotidiani come Il Denaro e Il Corriere della Sera hanno elogiato la portata innovativa del servizio. Ricevi subito il video corso gratuito per conoscerlo meglio:

#2 I conti deposito, una soluzione sicura

Non vuoi correre nessun rischio? Allora puoi optare per i conti di deposito, che permettono di guadagnare interessi con una sola operazione: depositare (e magari vincolare) una somma.

Il conto deposito è una forma di investimento sicura, infatti fino a 100.000 euro tutti i depositi sono garantiti dal Fondo Interbancario di Garanzia: se hai 30.000 euro da investire, quindi, non correrai nessun rischio a vincolarli su questo tipo di strumento.

Tuttavia il basso rischio, come abbiamo già ripetuto, è sempre sinonimo di rendimenti bassi, molto bassi. Quindi forse non è auspicabile vincolare tutto il proprio patrimonio in questo tipo di strumento, perché:

  • i rendimenti sono bassi, come già detto: per quanto tu possa vincolarli, aumentandone la redditività, il tasso di interesse resterà comunque basso;
  • per poter sbloccare le somme vincolate bisogna aspettare fino ad un mese, senza dimenticare che si rinuncia in tutto o anche solo in parte agli interessi già maturati;
  • la tassazione sugli interessi percepiti non è vantaggiosa come quella riservata ai titoli di stato… si parla del 26%;
  • spesso l’imposta di bollo è a carico tuo.

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#3 Obbligazioni

Vediamo un terzo strumento in cui potresti investire i tuoi 30mila euro: le obbligazioni. Cerchiamo di sintetizzare i punti salienti.

Quando opti per questi strumenti, ecco tra:

  • prestare soldi agli Stati nazionali (ossia Titoli di Stato o Obbligazioni statali);
  • prestare soldi alle aziende (ossia obbligazioni corporate).

Bisogna però stare molto attenti a non dare per scontato che le obbligazioni, solo per il fatto di essere emesse da Stati oppure da aziende solide, siano strumenti sicuri e inaffondabili, perché non è così: ricordi la Parmalat?

Nel mondo dei titoli di stato è possibile scegliere tra diverse soluzioni, che vengono indicate dai rating che accompagnano il titolo:

  • Paesi da A a tripla A: sono quelli che godono di una situazione particolarmente rosea e che propongono un livello di rischio davvero basso; ovviamente a fronte di rendimenti poco entusiasmanti;
  • Paesi dal rating più basso: sono paesi in condizioni economiche meno appaganti, che offrono però rendimenti più alti.

#4 Il mercato azionario

Continuiamo la nostra rassegna approfondendo il mercato azionario, settore che ha perso parte della tua attrattività per chi vuole investire, a causa della difficoltà e dei rischi che impone.

In realtà, è possibile diversificare in maniera redditizia anche senza sparpagliare il proprio capitale su diversi mercati, rendendo il tutto più semplice, ma ovviamente non tutti hanno le competenze per farlo: bisogna essere molto preparati quando ci si avventura in questo tipo di mercati.

Ecco alcune nozioni basilari

  • il mercato azionario è più vantaggioso per chi investe nei periodi medio-lunghi;
  • le spese sono alte, tuttavia si tratta di un settore che comunque ha la capacità di sopportare gli alti e i bassiche caratterizzano questo mercato; ciò significa non si tratta di un mercato stabile e se vuoi mettere al sicuro i tuoi risparmi non fa per te;
  • le azioni vanno diversificate: 30.000 euro non andrebbero investiti in un’unica azione, poiché, come detto, è un mercato instabile. Puoi scegliere tra molti settori: bancario, tecnologico, energetico, media e così via;
  • sono investimenti rischiosi: non ci stanchiamo di dirlo, questi strumenti non danno garanzia di rendita;
  • è richiesta attenzione e continuatività: gli andamenti del mercato richiedono di seguire gli andamenti di mercato, perché bisogna essere preparati e consapevoli di dover liquidare il proprio investimento per orientarsi verso altri tipi di prodotti o di aziende più promettenti.

#5 Indici Mondiali in crescita e social trading

Il Social Trading è una buona strada da seguire perché permette di investire seguendo le strategie vincenti dei migliori top trader. Una delle soluzioni migliori si colloca all’interno della piattaforma eToro, ossia i CopyFunds.

Ma come? Spieghiamolo subito: in poche parole, il trading online tradizionale è si orienta verso obiettivi di breve termine, mentre i CopyFunds permettono di fare progetti di investimento sul lungo periodo.

Oltre a questa caratteristica, che li rende idonei per chi vuole vincolare i propri soldi su un periodo medio lungo, eToro presenta al proprio interno un comitato di professionisti che crea fondi che replicano passivamente certi specifici mercati o determinati indici. Tra queste offerte, uno dei più vantaggiosi è rappresentato da CopyFund AllStocks.

Si tratta di un fondo che permette un investimento minimo di appena 5000 dollari, e che replica passivamente i principali indici azionari mondiali, come:

  • DJ30;
  • SPX500;
  • CHINA50;
  • UK100;
  • NSDQ100

Questo fondo ha come obiettivo quello di diversificare il rischio, ripartendolo in tutto quanto il mondo.

Ecco un grafico che illustra il rendimento degli ultimi anni: come vedi tu stesso, è sempre stato positivo.

Nonostante ciò, ricorda che si tratta di un fondo che investe in indici azionari, che, come abbiamo visto, comportano un rischio maggiore rispetto a quello proposto dai depositi bancari.

Dunque, questa strategia va bene per chi è disposto a perdere una parte dei capitali investiti.

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Vediamo quali sono i vantaggi dei CopyFunds di eToro:

  • Sono strutturati sul lungo periodo: questo vuol dire che non devi necessariamente ogni giorno verificare l’andamento del tuo investimento. Infatti, ci pensa il comitato di eToro a verificare l’aderenza dei risultati con i tuoi obiettivi;
  • hanno un obiettivo chiaro: molti risparmiatori che decidono di investire rischiano di perdere una parte del patrimonio a causa della mancanza di obiettivi, cosa che non accade con i CopyFunds, in uanto i tuoi scopi sono ben delineati e monitorati sul lungo periodo;
  • non prevedono costi di gestione: diversamente dai fondi comuni d’investimento bancari, qui non devi pagare commissioni d’ingresso o di gestione.

Per avere più informazioni sul CopyFund AllStocks puoi iscriverti gratuitamente alla piattaforma di eToro e provare la versione demo del servizio: un’occasione davvero imperdibile per capire la piattaforma e vedere se si adatta alle proprie aspettative.

#6 I fondi di investimento

Parliamo ora di risparmio gestito. Le commissioni incassate presentano costi molto alti indipendentemente dai reali guadagni del fondo stesso. Oltre a ciò, quando parliamo di fondi di investimento, dobbiamo sapere che stiamo parlando di una realtà molto variegata: vi troviamo fondi a basso rischio e a basso rendimento, fondi ad alto rischio e ad alto rendimento.

Cerchiamo di delineare uno schema riassuntivo per poterci destreggiare meglio in questo settore, in modo da scegliere consapevolmente come investire i nostri 30mila euro:

  • fondi obbligazionari: si tratta dei fondi i più sicuri, poiché includono nel loro pacchetto principalmente titoli di stato. Ciò non toglie che dovrai controllare con cura le informazioni sull’ente che ha emesso le obbligazioni, come avrai capito leggendo questa guida e il paragrafo sulle obbligazioni;
  • fondi azionari: presentano una percentuale variabile di azioni e per questo sono più rischiosi del tipo di fondo obbligazionario appena descritto; tuttavia, per ovvie ragioni, propongono rendimenti più alti;
  • fondi immobiliari: ovviamente, con questi si investe solo in immobili o in società immobiliari, seguendo l’andamento del settore di riferimento;
  • fondi pensionistici: sono pensati per offrire al risparmiatore dei pagamenti rateizzati e distribuiti nel tempo in maniera forse più simile a quanto avviene con una pensione integrativa;
  • fondi liquidi: sono fondi che privilegiano strumenti in portafoglio immediatamente liquidabili o quasi, che dunque hanno gestioni più dinamiche e più orientate al profitto.

Come scegliere il fondo in cui investire? Ecco alcuni consigli:

  • grado di rischio;
  • commissioni da pagare sia in itinere che in ingresso;
  • tasse da pagare;
  • SICAVfondo: si tratta se scegliere se diventare soci o acquistare una quota di un fondo.

#7 Investire 30.000 in derivati: vale ancora la pena?

Quando all’interno di qualche strumento gestito si fa ricorso ai derivati, le banche fanno sempre di tutto per nasconderlo nell’ultima delle pagine del contratto, sapendo che questa categoria di investimenti ha una terribile reputazione, complice anche la stampa che, non sapendone né leggere né scrivere, ha contribuito a creare terrore e disperazione al solo nominare la parola derivati.

Le cose non stanno esattamente così, perché sebbene all’interno della categoria dei derivati si trovino strumenti che non possono sicuramente fare al caso di chi vuole risparmiare in tranquillità, è altrettanto vero che possiamo sicuramente interessarci di alcuni degli strumenti messi a disposizione da questa categoria di investimenti.

Soprattutto se hai bisogno di assicurare il tuo investimento contro eventi che possano sembrare molto remoti e improbabili ma estremamente distruttivi per il tuo capitale, i derivati possono offrire, a costi relativamente bassi, strumenti assicurativi per fare hedging, sia sul mercato valutario che su quello dei titoli.

Non dovresti dunque preoccuparti granché se il fondo gestito che hai scelto fa ricorso ad alcuni strumenti derivati, cosa che se gestita con cautela e seguendo le migliori pratiche di investimento, contribuirà a tutelare il tuo capitale, invece di metterlo a repentaglio.

C’è da dire però che la pessima reputazione di cui gode il settore ha comunque una base reale. Sono purtroppo moltissimi gli investitori (anche istituzionali!) che sono ricorsi a questo specifico strumento di investimento pensando di fare un grande affare, e che invece sono stati costretti a tornarsene a casa, senza capitali, dopo aver appreso una delle lezioni più care della loro vita.

I derivati non sono uno strumento che deve esserci per forza di cose precluso, ma è comunque qualcosa al quale avvicinarsi non senza aver studiato e non senza aver considerato per bene tutti i possibili risvolti di questo particolarissimo tipo di investimenti.

#8 Il Forex: può essere una buona idea?

Stai lontano da chi ti promette e/o propone di diventare milionario senza muovere un dito grazie al Forex. Le cose non stanno esattamente così, anche se investire, anche una piccola parte del proprio capitale, nel mercato dello scambio tra divise può essere una buona idea, a completamento di un quadro di investimenti diversificato.

Investire nel Forex però non è cosa facile come vorrebbero farti credere quei servizi online che offrono account per fare trading da casa.

Bisogna, anche in questo caso, studiare, tenendo conto del fatto che si tratta di un mercato all’interno del quale possono muoversi valori anche in modo rapido e che dunque, nella nostra ideale rassegna degli strumenti di investimento dal meno rischioso al più rischioso, ho dovuto posizionarlo addirittura dopo i derivati.

Con il Forex non si scherza in nessun modo.

#9 Investire 30.000 euro: perché non in un franchising?

Si possono investire 30.000 euro non solo nel settore bancario e finanziario, ma anche per dare il via da un’attività reale, ad un negozio, ad una rivendita, a prescindere da quale sia il settore e il nostro campo di interessi.

Al giorno d’oggi è possibile portare a casa tantissime diverse offerte per un buon franchising, anche parecchio al di sotto dei 30.000 euro che abbiamo a disposizione, offerte che possono permetterci non solo di guadagnare bene, ma anche di crearci un lavoro nuovo e una nuova carriera.

Seguire un franchising non è però semplice come seguire un investimento di qualche migliaia di euro: sono lavori che richiedono sempre e comunque la nostra presenza e dei quali dovremo occuparci anche a livello di gestione minuta, per quanto importante e organizzato possa essere il franchising di riferimento.

Investire in cultura: master, corsi, aggiornamenti

Soprattutto se sei già un libero professionista o comunque una persona che vive del suo intelletto e delle sue conoscenze più che della sua manualità, investire in cultura può essere forse il più interessante degli investimenti che ho proposto nella mia guida di oggi. Investire in cultura vuol dire avere a disposizione quelli che sono gli strumenti giusti per migliorare di molto la propria attività, la propria professionalità, la propria importanza sul mercato.

Che si tratti di corsi universitari, di corsi brevi, di master, di corsi professionali: puoi scegliere quelli che più fanno al caso tuo e cominciare da subito a diventare una persona migliore, sia sotto il profilo culturale, sia sotto quello invece più squisitamente professionale.

Investire su se stessi potrebbe essere la scelta di una vita, una di quelle che ti permette davvero di fare quel salto in avanti che in molti, spesso sbagliando, si aspettano in genere soltanto dagli investimenti andati parecchio bene.

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